Messa quotidiana

Santa Messa 28-11-18

L’eterno riposo dona loro o Signore splenda ad essi la luce perpetua, riposino in pace. Amen

SAN GIACOMO DELLA MARCA

Il tempo che precedette la Riforma protestante fu caratterizzato dalla solida e grandiosa opera di alcuni predicatori, fra loro uno fu davvero grande e venne anche scomunicato, si chiamava San Giacomo della Marca (1393-1476), la cui festa liturgica cade il 28 novembre. Fra il XIV e XV secolo la Chiesa era soggetta alle corruzioni e allo stesso tempo molti eretici andavano imbrogliando sia Fede che dottrina. Un poco di ordine, benché si stesse preparando il terreno sul quale avrebbe agito l’eresiarca Lutero, venne portato da questi impavidi predicatori.
Nato a Monteprandone (Ascoli Piceno), a 22 anni, in Santa Maria degli Angeli, prese il saio francescano dalle mani di San Bernardino da Siena. La sua vita fu di estrema penitenza. Si sottoponeva a sette quaresime durante l’anno e negli altri giorni i suoi pasti consistevano in una scodella di fave cotte nell’acqua.
Malato, ricevette sei volte l’Estrema Unzione, eppure resistette nella faticosa vita dei predicatori itineranti. Una cosa sola temette nella sua esistenza, che il dolore fisico lo distraesse dalla preghiera. Dalla catechesi di San Bernardino (intorno al quale si formarono altri valenti predicatori come San Giovanni da Capestrano, Alberto da Sarteano, Matteo di Girgenti) mutua le tecniche vocali e gestuali, i contenuti e la struttura del sermo, prediligendo la trattazione di temi etico-politici, utilizzando materiali provenienti dai testi della teologia morale e del diritto canonico; fa ampio uso di exempla, spesso presentati in forma drammatizzata; utilizza per lo più il volgare; si impegna nel sostenere la diffusione della devozione al nome di Gesù e insiste su alcuni obiettivi polemici ricorrenti: le pratiche superstiziose, il lusso, il gioco, la bestemmia, l’usura (ideò i Monti di Pietà per liberare le vittime degli usurai).
Le sue omelie sono tuoni che destano anche gli spiriti più recalcitranti. Esse si nutrono di riferimenti biblici, ma il santo prende spunti anche dalla scrittura dantesca. Nessuno può sonnecchiare o distrarsi quando si assiste a queste prediche di formidabile efficacia, dall’andamento anche teatrale, ma che spesso raggiungono lo scopo: convertire. È un francescano fuori dal comune per la sua signorilità: sicuro e determinato, sa conciliare carità e fuoco del Giudizio di Dio; è teologo e inquisitore severo, ma pietoso. La sua predicazione, oltre a suscitare fin da subito apprezzamento ed entusiasmo da parte dei fedeli, si traduce in riforme degli Statuti di alcune città e in numerose fondazioni di confraternite. Dal 1423 al 1425 predica a più riprese nella zona di Jesi, dove sono presenti gruppi aderenti alla setta dei fraticelli e nel 1426 Papa Martino V lo incarica di predicare contro questa setta in tutta Italia e viene affiancato dal confratello Giovanni da Capestrano.
Nel 1432 è inviato in Europa orientale e i suoi successi non si fanno attendere, così, alla fine del 1435, Sigismondo di Lussemburgo, re di Ungheria, lo vuole nella sua residenza di Tata, presso Buda, come consulente nell’incontro tra i delegati del Concilio di Basilea e i rappresentanti del Regno di Boemia, nel quale era ancora viva l’eresia hussita. Da quel momento la sua azione antiereticale si estende dalla Bosnia all’Ungheria, dove predica contro gli hussiti in fuga dalla Boemia.
Nell’agosto del 1436 il Papa lo nomina inquisitore di Austria e Ungheria concedendogli ampi poteri e permettendogli di erigere nuovi conventi in quelle terre. L’appoggio dell’Imperatore e del Pontefice, oltre che il titolo di legatus del Concilio di Basilea, non sono però sufficienti a garantirgli l’intoccabilità e non solo riceve persecuzioni da parte del clero locale, non solo tentano di ucciderlo più volte, ma subisce anche una scomunica da parte di Simone, arcidiacono di Bacs. Assunse anche il compito di predicare a favore della crociata contro i Turchi: a questo scopo nel 1443 fu nominato da Eugenio IV nunzio apostolico.
Venne proposto pure Arcivescovo di Milano, ma rifiutò l’incarico. Tra le attività dell’ultima fase della sua vita va ricordata la costituzione della biblioteca del convento di Santa Maria delle Grazie di Monteprandone, nella quale il Santo riuscì a radunare circa duecento codici; essi costituivano una vera e propria officina del predicatore, contenente modelli e abbozzi di sermoni, raccolte di passi scritturali, exempla e auctoritates teologiche e giuridiche. Tutto ciò serviva per combattere gli errori e salvare le anime. Oggi, sotto la tirannia del relativismo, San Giacomo della Marca non sarebbe considerato un combattente per la Fede, ma uno, probabilmente, da scomunicare, come qualcuno già all’epoca fece.


Autore:
Cristina Siccardi

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Ap 15, 1-4
Cantano il canto di Mosè e il canto dell’Agnello.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l’ira di Dio.
Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell’Agnello:
«Grandi e mirabili sono le tue opere,
Signore Dio onnipotente;
giuste e vere le tue vie,
Re delle genti!
O Signore, chi non temerà
e non darà gloria al tuo nome?
Poiché tu solo sei santo,
e tutte le genti verranno
e si prostreranno davanti a te,
perché i tuoi giudizi furono manifestati».

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 97 
Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente.


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne.

Davanti al Signore
che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.
 
Canto al Vangelo
  Ap 2,10
Alleluia, alleluia.

Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita.
Alleluia.

Vangelo   Lc 21, 12-19
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».