Messa quotidiana

Santa Messa 14-10-19

Maria Regina del Rosario aiutaci ad accogliere e portare nel cuore il Vangelo di Gesù

SAN CALLISTO I

Secondo il Catalogo Liberiano – una lista cronologica dei Papi fino a Papa Liberio, contenuta nel cosiddetto Cronografo del 354, a sua volta una raccolta di testi prevalentemente cronografici (elenchi, cronache, descrizioni varie) compiuta nel 354 – il pontificato di Papa Callisto inizia nel 218 e termina nel 222. La fonte principale da cui attingere notizie sul suo pontificato è un’opera denominata Èlenchos, nota anche come Refutatio omnium haeresium o Philosophoumena; è necessario subito premettere che l’Èlenchos è un’opera apertamente ostile a Callisto: il suo autore ne è un nemico e quindi solo indirettamente e cercando di discernere il vero dal falso è possibile ricavare notizie attendibili.

Non proprio gentleman 
Le prime notizie sulla vita di Callisto possono aiutare a comprendere il suo pontificato, caratterizzato dalla misericordia verso i peccatori. Il nostro era originariamente uno schiavo, schiavo di un tale Carpoforo, un cristiano liberto della casa dell’imperatore. Questi affidò a Callisto una grossa somma di denaro per fargli aprire una banca, nella zona romana della «Piscina Publica»: vedove e cristiani cominciarono ad affidare con fiducia i loro risparmi a Callisto. Ma – secondo il racconto dell’Èlenchos – questi si viene a trovare in difficoltà, «avendo dissipato tutto». Temendo la reazione del padrone, Callisto cerca di fuggire, ma viene preso e messo a girare la macina. Carpoforo gli dà un’altra possibilità per restituire il denaro che aveva preso in consegna, ma Callisto si trova nuovamente in cattive acque perché non è in grado di restituire nulla e compie uno strano gesto: va di sabato nella sinagoga e disturba la cerimonia. Una congettura porterebbe a pensare che l’intento di Callisto era quello di farsi arrestare, per liberarsi della pressione di Carpoforo. I giudei portano Callisto davanti al praefectus urbi Fusciano, accusandolo di avere impedito il loro culto. Carpoforo interviene difendendo, nel proprio interesse, il debitore insolvente, ma Fusciano, dando ascolto ai giudei, condanna Callisto ad metalla in Sardegna.

Il perdono e il cammino 
Quando Marcia, concubina di Commodo e probabilmente cristiana, richiede al Vescovo di Roma e Pontefice Vittore un elenco dei martiri cristiani condannati alle miniere per provvedere benevolmente alla loro scarcerazione, Vittore provvede ma non include nell’elenco Callisto. Un sacerdote di nome Giacinto viene mandato in Sardegna con la lettera di scarcerazione: Callisto lo supplica di inserirlo nella lista e così riesce a tornare a Roma. Viene sostanzialmente perdonato per il suo passato e recuperato alla comunità cristiana, ma per prudenza viene allontanato da Roma. Da allora, prima durante l’episcopato di Vittore e poi durante l’episcopato del nuovo pontefice Zefirino, Callisto dovette maturare ed acquistare una posizione importante all’interno della comunità cristiana di Roma; infatti, dopo la morte di Vittore, Callisto è nominato diacono e personale consigliere dal nuovo vescovo Zefirino. Fino alla importante nomina di amministratore del patrimonio ecclesiastico e successivamente, intorno al 200, preposto al cimitero sulla via Appia – il cimitero “ufficiale” della comunità romana, cimitero papale perché vi trovarono sepoltura gli stessi vescovi di Roma per circa un secolo – che da lui prenderà il nome. «Si tratta di un momento fondamentale per la storia della comunità cristiana di Roma: è l’atto di nascita ufficiale di un cimitero comunitario, la cui concreta e visibile specificità è nel sostanziale mutamento di statuto: un cimitero non più gentilizio o corporativo, ma della comunità, e dunque aperto alla accoglienza di tutti i fratelli di fede, indipendentemente dalla loro estrazione sociale», scrive Emanuela Prinzivalli.

La dottrina 
Morto Zefirino, Callisto viene eletto al suo posto come Vescovo di Roma. Il nuovo Papa dovette affrontare problemi di natura dottrinale, considerando che nella comunità cristiana coesistevano da questo punto di vista orientamenti diversi. Callisto ebbe l’abilità di porsi in posizione mediana rispetto alle varie ed opposte fazioni, con l’obiettivo precipuo di assicurare l’unità dottrinale della Chiesa. Qual era dal punto di vista dottrinale la posizione di Callisto? Leggiamo nell’Èlenchos le seguenti parole, sostanzialmente corrispondenti al suo pensiero, anche se forse un poco rimaneggiate: «Il Logos è Figlio, e il medesimo è certo chiamato anche col nome di Padre, ma perché è una cosa sola lo spirito indiviso. Non è una cosa il Padre e un’altra cosa il Figlio, ma sono una sola e medesima cosa. E ogni realtà è ripiena di spirito divino, quella superiore e quella inferiore. E lo spirito che si è fatto carne nella Vergine non è altro dal Padre, ma è uno solo e medesimo. Questo significa ciò che è stato detto: “Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?” (Giovanni 14, 10). Infatti ciò che si vede, cioè l’uomo, questo è il Figlio, mentre lo spirito ch’è disceso nel Figlio questo è il Padre. Dunque non affermerò due dei, il Padre e il Figlio, ma uno solo. Il Padre venuto in lui e assunta la carne la divinizzò unendola a sé e facendola una cosa sola, così che si chiama Padre e Figlio il solo Dio e questa realtà essendo un solo prosopon non può essere due e così il Padre ha compatito con il Figlio».

«Una prassi di misericordia» 
Oltre ai problemi di natura dottrinale, Callisto dovette affrontare questioni riguardanti la disciplina nella Chiesa: forse perché egli stesso era stato perdonato, la posizione del nuovo Papa è permeata di un originale e originario atteggiamento di misericordia. Callisto accoglie ogni sorta di peccatori, è indulgente con i cosiddetti “piaceri”, cerca di andare incontro ad eretici e scismatici, consente alle matrone romane di considerare come mariti legittimi uomini di classe inferiore, contrariamente alla legge civile; la sua Chiesa non è la tradizionale assemblea dei santi, è una assemblea di santi e di peccatori, e la posizione dei pastori deve essere improntata a una sostanziale misericordia. Papa Callisto desiderava una Chiesa che fosse incarnazione della misericordia di Dio: la sua Chiesa era una casa di misericordia aperta ai peccatori, che a tutti potesse offrire la possibilità della riconciliazione dopo il peccato. La sua Chiesa è permeata da «una prassi di misericordia», con una felice espressione di Emanuela Prinzivalli.

Santo nel Martirologio Romano 
Il martirio di Callisto, Papa e santo, è da considerare sicuro. La Depositio martyrum – un elenco dei martiri venerati a Roma, appartenente anch’esso al citato Cronografo del 354 del calligrafo Furio Dionisio Filocalo – indica la sua memoria al 14 ottobre e ne stabilisce la sepoltura sulla via Aurelia, al III miglio, quindi non nel cimitero callistiano ma nella cosiddetta catacomba di Calepodio. Il Martirologio Romano ricorda il santo Papa Callisto alla data del 14 ottobre: «San Callisto I, Papa, martire: da diacono, dopo un lungo esilio in Sardegna, si prese cura del cimitero sulla via Appia noto sotto il suo nome, dove raccolse le vestigia dei martiri a futura venerazione dei posteri; eletto poi Papa promosse la retta dottrina e riconciliò con benevolenza i lapsi (dal latino, “caduti”, ovvero i cristiani apostati, ndr) coronando infine il suo operoso episcopato con un luminoso martirio. In questo giorno si commemora la deposizione del suo corpo nel cimitero di Calepodio a Roma sulla via Aurelia».


Autore:
Eugenio Russomanno

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura           Rm 1, 1-7
Per mezzo di Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Salmo Responsoriale          Dal Salmo 97
Il Signore si è ricordato del suo amore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!  

Canto al Vangelo   Sal 94 
Alleluia, alleluia.

Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

Vangelo   Lc 11, 29-32
Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona. 

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».