Primo Piano

Triduo a Santa Maria Maddalena

Triduo a Santa Maria Maddalena (da recitare per 3 giorni)

I. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, tocca appena della grazia, rinunciaste subitamente a tutti i piaceri del mondo per consacrarvi all’amore di Gesù Cristo, otteneteci, vi preghiamo,la grazia di corrispondere anche noi fedelmente a tutte le divine ispirazioni. 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

II. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, calpestando generosamente tutti i riguardi del mondo, compariste nell’abito il più dimesso in quelle stesse contrade nelle quali avevate condotto in trionfo il vostro lusso, la vostra vanità,otteneteci, vi preghiamo, la grazia di superare tutti gli ostacoli che si incontrano nella via della salute, e specialmente gli umani rispetti, con cui tante volte abbiamo tradito i nostri più sacri doveri e i nostri più sacri interessi.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

III. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, piangendo con lacrime le più amare, con la contrizione più viva dei vostri errori, meritaste di essere da Gesù Cristo medesimo assicurata di un assoluto perdono, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di detestare e piangere incessantemente tutti i nostri falli, onde assicurarcene la remissione al tribunale di Dio. 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

Preghiera a Santa Maria Maddalena

Ascolta, pia Maddalena 
speranza di salvezza, 
sorgente di vita, 
fiducia dei peccatori. 

Ascolta, 
dolce consigliera, 
data come esempio del pentimento, 
benigna verso i miseri. 

Ascolta, 
o beata, a Dio gradita: 
a Te con una grazia speciale, 
sono stati rimessi i peccati. 

Ascolta, 
tu che bagnasti i piedi di Cristo, 
dal quale ricevesti 
tanti segni di amore.

Ascolta, 
tu che per prima sei stata degna di godere, 
all’apparizione del tuo Redentore: 
tu ti innalzi nella gloria. 

Ascolta, 
tu che sei stata liberata 
per sette volte dal demonio: 
sei nell’alto dei cieli. 

Ascolta, 
tu che ora ti innalzi 
e partecipi alla gloria 
di Cristo nell’assemblea celeste. 

Fa che noi ci pentiamo 
e che dopo la morte, 
otteniamo le gioie della vera luce. 

A lei sono stati rimessi i molti peccati,
poiché ha molto amato. 

Preghiera a Santa Maria Maddalena

O Gloriosa Santa Maddalena, modello di penitente,

fammi ottenere la grazia della perseveranza

nel praticare l’autonegazione, conforme con i miei giuramenti;

prega Dio per me

che possa apparire davanti a Gesù nostro Signore e Maestro;

al momento della mia morte, con la lampada piena dell’olio 

della speranza e ardente della pura fiamma della carità,

cosicchè sia meritevole di essere ricevuto

nel Regno Eterno di Dio.

Amen

 

Il 22 luglio, dal 2016, per volere di Papa Francesco la Chiesa celebra non più la memoria ma la festa liturgica di santa Maria di Magdala. A lei è dedicato l’ultimo libro della storica e teologa Adriana Valerio «Maria Maddalena – Equivoci, storie, rappresentazioni» (Il Mulino). Ne riportiamo un brano.

I ricordi dei discepoli e, tra questi, delle donne al seguito di Gesù sono confluiti, con esiti differenziati a seconda di chi ha trasmesso e delle specifiche situazioni dei gruppi di riferimento, nelle diverse redazioni scritte che hanno dato origine ai vangeli. I racconti della Passione, molto diversi tra di loro, fanno riferimento a una duplice esperienza, la scoperta della tomba vuota e le apparizioni post-pasquali, ma non sempre convergono sul ruolo e sulle emozioni che i singoli personaggi svolgono e sentono. Comunque, in tutte le narrazioni pasquali le donne sono presentate come le prime testimoni del sepolcro vuoto (…)

La Maddalena, a capo del gruppo femminile, viene descritta con diversi atteggiamenti. In Marco, fugge impaurita – insieme a Maria, madre di Giacomo, e a Salome – davanti alle «apparizioni di angeli» che attestano l’avvenuta resurrezione e tace sull’accaduto (16,1-8); in Matteo, insieme con «l’altra Maria», riconosce il Risorto e corre a dare l’annuncio agli altri discepoli (28,1-8); in Luca la sua testimonianza non è ritenuta affidabile (24,1-12). Giovanni, più di tutti, le riserva un’attenzione particolare e la pone al centro della fede nel Risorto (…) Il quarto evangelista, nel dire che «Maria stava all’esterno, davanti al sepolcro e piangeva» (20,11), sottolinea come lei sia rimasta da sola a piangere davanti alla tomba vuota (…) Solo sentendosi chiamata per nome – «Maria!» – sa riconoscere la voce del Maestro, apparso nel giardino sotto le sembianze di un giardiniere (…)

Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria la Magdalena andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto (Giovanni, 20,16-18). Questa narrazione è un potente richiamo simbolico a quella ricerca dell’amato, perduto, ritrovato e trattenuto, celebrato nel Cantico dei Cantici (3,1-4) e che fa da sfondo a quest’incontro drammatico e appassionato (…) Maria incarna qui il tipo ideale di discepolo che vede, riconosce, testimonia e annuncia. Il Risorto, infatti, appare personalmente a lei e, sottraendosi a ogni trattenimento, la invia come testimone del Vivente alla comunità dei discepoli ormai divenuti i suoi «fratelli». Ci troviamo in presenza di un vero e proprio mandato apostolico.

di Adriana Valerio

Il massiccio della Saint-Baume, con i suoi mille metri di altezza, nel dipartimento del Var, in Provenza. È lì che palpita il ricordo di santa Maria Maddalena, nella grotta dove secondo la tradizione la seguace di Cristo trascorse gli ultimi anni terreni, dopo essere fuggita da Israele allo scoppio della persecuzione dei cristiani, approdando in una delle più floride terre dell’Impero romano di allora. Un santuario incastonato nella roccia, all’interno del quale sono custodite alcune reliquie, un osso e una ciocca di capelli, e una comunità di frati domenicani ne tengono vivo il culto. Così come accade nella grande Basilica gotica di Saint-Maximin ad alcuni chilometri di distanza, dove della Maddalena è conservato il teschio.

Nel giugno 2016 il Papa ha infatti elevato al grado liturgico di “festa” quella che prima era solo “memoria” di Maria di Magdala, che cade il 22 luglio appunto. Era già tuttavia una memoria particolare, come ci ricorda il domenicano Giorgio Maria Carbone: «La liturgia delle ore già prescriveva i Salmi della domenica prima settimana, tipico delle feste, era inoltre una memoria obbligatoria e in più nelle letture della Messa c’erano le letture proprie. La festa c’era già quindi nella sostanza».

“Apostola della apostole” viene definita la Maddalena nella liturgia. Un appellativo audace, usato per la prima volta nel suo trattato sul Cantico dei Cantici da sant’Ippolito Romano (170-235), primo antipapa della storia, che in ultimo si riconciliò con il Papa legittimo Ponziano, insieme al quale subì l’esilio in Sardegna e il martirio.

Dopo Ippolito fu ripreso da san Gregorio Magno (540-604), dall’abate di Fulda Rabano Mauro (780-856) e da san Tommaso d’Aquino. San Tommaso non per caso. I domenicani hanno avuto fin dagli inizi della loro storia un rapporto preferenziale con questa figura del Vangelo: furono a loro a diffonderne la devozione nel Medio Evo fino ad assumere la Maddalena tra i patroni dell’Ordine.

Padre Carbone, docente di Teologia morale e Bioetica alla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna, che ha firmato anni fa il libro Maria Maddalena, dal Codice da Vinci ai Vangeli (ESD, pagine 176), spiega questa predilezione dei domenicani partendo dal brano evangelico in Giovanni 20: «Da lì sappiamo che la Maddalena è la prima a cui Gesù risorto appare, un primato assoluto, un privilegio altissimo. Quando lei riconosce il maestro, dopo il pianto, si sente dire: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre, ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Queste parole contengono tre novità. La prima: Gesù lega la verità della sua risurrezione alla testimonianza di una donna, quando sappiamo che nel diritto ebraico tale testimonianza valeva zero. La seconda: prima di questo incontro Gesù aveva chiamato i dodici “discepoli”, mai “fratelli” Da quel momento noi siamo diventati fratelli, in virtù cioè della passione morte e risurrezione di Gesù. La terza: Gesù dà alla Maddalena il mandato di annunciare la sua risurrezione, l’essenza della nostra fede, mandato che i domenicani hanno sentito particolarmente proprio, con la predicazione».

Lungo la storia Maria di Magdala è stata identificata con diversi personaggi femminili del Vangelo, dall’adultera perdonata e salvata dalla lapidazione a Maria di Betania sorella di Marta e Lazzaro. Spiega padre Carbone: «Il brano di Luca 8 dice che Gesù aveva liberato Maria di Magdala da sette demoni, che può significare o una possessione diabolica particolarmente grave o un peccato notorio, pubblico grave o entrambe le cose insieme. In considerazione di questo alcuni hanno identificata con l’adultera perdonata di Giovanni 8, ma non ci sono altri indizi a supporto di questa teoria. L’idea che Maria di Magdala fosse invece Maria di Betania può avere una sua plausibilità, nel senso che Betania e Magdala non sono per forza confliggenti. Può essere che il luogo originario della famiglia fosse Betania, ma che Maria vivesse e si guadagnasse da vivere a Magdala, centro di pesca e ritornasse di tanto in tanto a Betania». Sicuramente è suggestivo che, secondo la Legenda aurea di Jacopo da Varazze, anche Lazzaro e le sue sorelle approdarono nel sud della Francia, divenendo poi Lazzaro il primo vescovo di Marsiglia.