Poesie

San Benedetto da Norcia

Abate Patrono d’Europa – Norcia (Pg) c. 480
+ Montecassino (Fr) 21 marzo c. 547

Fondatore del monachesimo occidentale, apparve come “astro luminoso” (San Gregorio) in un’epoca, tra il V e il VI sec.,
sconvolta da crisi di valori e di istituzioni e dall’invasione di nuovi popoli a causa del crollo dell’Impero Romano.
“L’espansione dell’Ordine da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del Cristianesimo nel
Continente europeo …
Egli è un punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle radici cristiane della sua cultura e
della sua civiltà” (Benedetto XVI, 27 aprile 2005).
“Alla sua scuola i monasteri sono diventati fervidi centri di dialogo, d’incontro e di benefica fusione tra genti diverse,
unificate dalla cultura evangelica della pace” (Benedetto XVI, Montecassino, 26 maggio 2009).

Hai visto tramontare il grande impero.
Hai visto la sua gloria fatta cenere.
Adesso chiunque vuole n’è padrone,
e viene e passa e uccide distruggendo.

I figli dell’impero sono vivi,
ma sono fatti schiavi da stranieri.
Calpestano l’Italia e la umiliano
i baldanzosi eserciti di barbari.

Impose il suo diritto e il suo potere.
Conobbe il mondo intero il suo governo.
Si compie la vendetta della storia.
Chi fu padrone adesso è fatto servo.

Dal grande cimitero va sorgendo
la Chiesa resa libera per sempre.
Tu stesso, Benedetto, con la croce
agli italiani annunzi la speranza.

La civiltà di Roma tu salvasti.
I monti del Subasio e poi Cassino
con umiltà segnarono la forza
della cultura e della nostra fede.

Abbandonati i campi per timore,
i contadini e i poveri s’adunano
intorno ai monasteri, che difendi
con l’arma della pace e della croce.

Col tuo bel motto “ora et labora”
tu guidi il grande esercito di monaci
ad elevare a Dio le sacre lodi
e coltivar la terra che dà pane.

Gli amanuensi dedicano il tempo
ad illustrar le pagine dei libri
ed a salvare i testi assai preziosi,
perché non si smarrisca quel sapere.

La civiltà moderna ti è grata
e ancor più grata ti è la santa Chiesa,
perché salvando vita e libertà,
hai dato a tutti esempio di bontà.

La Chiesa sceglie tanti dei tuoi figli
a governare il popolo di Dio,
ed essi sanno sempre coniugare
la santa orazione e la fatica.

O Benedetto, ormai che sei nel Cielo,
ancora tu rimproveri Scolastica,
che s’affidò a Gesù per trattenerti?
È bello il sì di Dio al cuor dei santi!

L’amore del Signore in te rifulse.
Ti consumò l’amore dei fratelli.
È piena adesso in Ciel la tua gloria.
Oh! Vieni incontro a noi che t’invochiamo.

P. G. Alimonti OFM cap, Vento impetuoso, vol. 2, pp 121-122-123