Testimone

Per te che vuoi

Il fratello maggiore di Padre Pio, Michele, viveva a san Giovanni Rotondo, in casa della figlia, Pia.
Al tempo era anziano, lucidissimo, ma non usciva più di casa. Godeva delle premurose cure e continue attenzioni della signora Pia, e dei numerosi nipoti.
Andavo spesso e volentieri a fargli visita.
La mattina dopo la Messa del Padre gli portavo la Comunione. Mi intrattenevo a conversare con lui. Era molto contento di vedermi.
Raccontava episodi della fanciullezza vissuti in famiglia e particolarmente in compagnia di Francesco, futuroPadre Pio.
Ricordava quella volta che Francesco volle usare la falce, ma inesperto com’era, si tagliò quasi completamente il dito mignolo. Michele lo fasciò con delle foglie e una rozza pezzuola, senza medicarlo perché mancava tutto il necessario.
Gli proibì di raccontare l’incidente ai genitori.
Dopo alcuni giorni Michele tolse la rudimentale fasciatura e vide con meraviglia, che il dito del piccolo Francesco era perfettamente guarito.
Volentieri ora viveva a San Giovanni per stare vicino al santo fratello. Finché stette bene partecipava alla Messa di Padre Pio all’alba e poi si tratteneva in convento dove godeva dell’affettuosa simpatia dei frati.
Una mattina dopo la Comunione gli ho chiesto da quanto tempo non vedeva Padre Pio.
Mi ha risposto: -Viene tutte le mattine. Si trattiene poco perché deve celebrare la Messa e ha tanto da fare in chiesa. Anche questa mattina è stato qui-.
Era l’inconsapevole testimonianza di una bilocazione del Padre, il quale, come tutti sapevano, non usciva più dal convento.
piomichele

Alla morte del caro fratello Padre Pio, provò un grande dolore. I familiari mi inviarono untelegramma. Corsi a San Giovanni. Durante la celebrazione funebre stetti vicino a Padre Pio sul matroneo. Quando il corteo si avviò verso l’uscita della chiesa, Padre Pio si alzò in piedi, tenne fisso lo sguardo sulla bara del caro fratello, poi si sciolse in un pianto dirotto.

Dopo qualche minuto lasciai il Padre in chiesa e seguii il corteo fino al cimitero. Assistetti alla tumulazione.
Quando il muratore ebbe terminato di sistemare ogni cosa, baciai la tomba, lasciai la cappella e tornai in chiesa. Il Padre era lì.
Mi inginocchiai vicino a lui senza disturbarlo.
Quando alzò la testa per guardarmi, gli dissi quasi sottovoce:
-Padre, nel cimitero tutto a posto-.
Mi disse: -Per te che vuoi?-
Risposi: -Padre, la sua benedizione-.
Mi poggiò le mani sulla testa e mi benedisse.

P. G. Alimonti OFM cap, I miei giorni con P. Pio, p 50