Testimone

Pennellate Mariane

La chiesa è felice di invocare la Madonna con i titoli piĂą belli: piena di grazia … Immacolata … benedetta fra le donne … Madre di Dio … Assunta … Regina e Madre di misericordia …
Il popolo cristiano vi aggiunge una serie infinita di graziosi e devoti appellativi, che sarebbe impossibile elencare.
SarĂ  bello ascoltare quelli con cui in Cielo gli Angeli onorano e lodano la Madre di Dio.
Il neonato Francesco Forgione aprì gli occhi di cristiano, ricevendo il battesimo nella chiesa di Sant’Anna di Pietrelcina, intitolata a Santa Maria degli Angeli; l’ottantunenne Padre Pio chiude i suoi occhi a pochi metri dalla chiesa di San Giovanni Rotondo, intitolata a Santa Maria delle Grazie.
Un percorso spiccatamente mariano.
A Pietrelcina si venera la Madonna della Libera, patrona del paese.
L’amore a questa Madonna fu uno di quegli amori che s’impose, sin dai primi anni, nel cuore del piccolo
Francesco, e che si protrasse per tutta la vita, illuminandola di vera dolcezza.
Intorno agli anni cinquanta, il sabato antecedente la prima domenica d’agosto, al convento di San Giovanni Rotondo era arrivato, da Pietrelcina, il cappuccino fra Modestino Fucci, per procurarsi alcune strisce di marmo per la chiesa dei Cappuccini.
Padre Pio gli mise fretta: “Fa tutto quello che devi fare e parti subito”. Contro i progetti di Fra Modestino, che intendeva fermarsi per qualche giorno, il Padre si fece insistente: “Devi partire!”.
E spiegò: “Devi partire subito! Non sai domani che cos’è? Domani è la festa della Madonnella nostra. Oh, potessi venirci anch’io!”.
La Madonna, imparata ad amare nella chiesa del paese natale, vista attraverso un simulacro, si fece presente confortatrice nei giorni bui.
Padre Agostino informa che, a Venafro, nel novembre 1911, e nel soggiorno misterioso di Pietrelcina, il giovane sacerdote Padre Pio, dopo paurose tentazioni, godeva parecchie estasi, in cui ordinariamente apparivano Gesù, la Madonna e l’Angelo Custode.
Padre Agostino ne riferisce i colloqui, dal 28 novembre al 3 dicembre, nei quali – con il limpido stile dell’innamorato meridionale – Padre Pio ripete piĂą volte gli appellativi: “Mammina, Mamma mia, quella Signora, la Madre tua, Mammina cara”.
Nell’estasi del 29 novembre, giunse a dirle: “Senti, Mammina … io ti voglio bene piĂą di tutte le creature della terra e del cielo … dopo GesĂą, s’intende … ma ti voglio bene”.
In quella del 3 dicembre, così le parlò: “Sei bella. Mamma mia … io mi glorio di avere una Mammina così splendida”.
In un’altra estasi, le riconfermò: “Sì, sei bella … se non ci fosse la fede, gli uomini ti direbbero Dea … gli occhi tuoi sono piĂą risplendenti del sole … sei bella, Mammina, me ne glorio, ti amo … deh, aiutami!”.
… Fu una fra le tante tenerezze quella che Padre Pio provò e descrisse nella festa di dell’Assunta del 15 agosto 1929: una apparizione della Madonna con il Bambino, mentre egli celebrava la Messa.
«Questa mattina – confida – sono asceso all’ara santa non so come. Dolori fisici e pene interne facevano a gara a chi piĂą potesse martorizzare tutto il mio povero essere … A misura che mi avvicinavo alla consumazione delle Sacratissime Specie questo scempio cresceva e sempre piĂą cresceva. Mi sentivo morire.
Una tristezza mortale mi pervadeva tutto e tutto credevo che fosse finito per me: la vita del tempo e la vita eterna.
Nell’atto di consumare la Sacra Specie dell’Ostia Santa, una luce subitanea mi pervade tutto l’interno e vidi chiaramente la Celeste Madre col figlio Bambino in braccio che insieme mi dicono: “QuiĂ©tati! Noi siamo con te, tu ci appartieni e noi siamo tuoi”. Ciò detto, non vidi piĂą nulla … Mi sono sentito per tutta la giornata affogato in un pelago di dolcezza e di amore indescrivibile» (Fernando da Riese Pio X, “Padre Pio da Pietrelcina crocifisso senza croce”, pp. 415- 416, 419-420).
Ogni parola di Padre Pio fa eco a quelle dell’Arcangelo: “Piena di Grazia”.
“Sei tu, Maria, quel mare della Pace,
che non conosce lutti né tempeste.
Si specchia Dio nell’acque tue tranquille,
l’incanto della somma perfezione
felicemente splende in te per grazia.
Sei piena di bellezza, tu Maria.
Sei piena di dolcezza, o Madre mia.
Tu senza colpa sulle colpe piangi.
Tu, mamma, vinci sempre con l’amore.
Tu vieni a noi vigilia del Signore”.
(Padre Guglielmo Alimonti OFM cap, “In attesa dello sposo” p. 69)
La Chiesa canta a Gesù: “Vieni e resta con noi, Signore Gesù”.
A questa preghiera possiamo aggiungere: “Vieni e resta con noi, Madre di Gesù”.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole , vol. 1, pp 119-120-121-122