Messa quotidiana

Omelia 2-10-14

 

Angelo di Dio che sei mio custode illumina reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietĂ  celeste. Amen

SANTI ANGELI CUSTODI
memoria

I  Vangeli parlano sovente degli Angeli. In particolare è toccante l’affermazione di Gesù a difesa dei piccoli, che «i loro angeli stanno sempre alla presenza del Padre»(Mt 18,10).
In un primo tempo il culto degli Angeli custodi era unito a quello di san Michele. Dal sec. XVI compare come festa a sé presso molte Chiese. Nel calendario romano viene introdotto nel 1615.
La Storia della Salvezza raggiunge ogni uomo nella sua situazione concreta; la promessa biblica: «Ti precederà il mio angelo»(Es 23,20.23) si è realizzata per il popolo eletto, per la Chiesa; e si avvera per ogni Chiesa locale, per ogni gruppo o comunità, per ogni persona. Per questo, molti santi e sante hanno avuto grande familiarità e devozione verso il loro Angelo custode.

In Comunione con tutta la Chiesa pellegrinante veneriamo gli Angeli e innalziamo lodi a Dio che ci concede di sperimentare la loro potente intercessione, «fino a che il Signore non verrà nella sua gloria e tutti gli Angeli con lui (cf Mt 25,31) e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose (cf I Cor 15, 26-27)» (LG 49).
Un Angelo portò l’annuncio a Maria quando «il Verbo si è fatto carne »; nel Getsemani un Angelo raccolse l’offerta di Cristo: « sia fatta, o Padre, la tua volontà! »; la Risurrezione fu annunciata da un Angelo in bianche vesti che rincuorò le donne dicendo: «Non temete; non è qui: è risorto!». Anche oggi gli Angeli di Dio sono mirabilmente associati alla Chiesa perché compia il «memoriale» dell’Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, il Signore. Col loro aiuto, operiamo perché si compia in noi il mistero pasquale fino alla sua pienezza, quando saremo con loro compartecipi della vita eterna nella casa del Padre.

Ti custodiscano in tutti i tuoi passi

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. 12 sul salmo 90: Tu che abiti, 3, 6-8; Opera omnia, ed. Cisterc. 4 [1966] 458-462)
«Egli darĂ  ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi» (Sal 90, 11). Ringrazino il Signore per la sua misericordia e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini. Ringrazino e dicano tra le genti: grandi cose ha fatto il Signore per loro. O Signore, che cos’è l’uomo, per curarti di lui o perchĂ© ti dai pensiero per lui? Ti dai pensiero di lui, di lui sei sollecito, di lui hai cura. Infine gli mandi il tuo Unigenito, fai scendere in lui il tuo Spirito, gli prometti anche la visione del tuo volto. E per dimostrare che il cielo non trascura nulla che ci possa giovare, ci metti a fianco quegli spiriti celesti, perchĂ© ci proteggano, e ci istruiscano e ci guidino.
«Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi». Queste parole quanta riverenza devono suscitare in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti! Riverenza per la presenza, devozione per la benevolenza, fiducia per la custodia. Sono presenti, dunque, e sono presenti a te, non solo con te, ma anche per te. Sono presenti per proteggerti, sono presenti per giovarti.
Anche se gli angeli sono semplici esecutori di comandi divini, si deve essere grati anche a loro perché ubbidiscono a Dio per il nostro bene.
Siamo dunque devoti, siamo grati a protettori così grandi, riamiamoli, onoriamoli quanto possiamo e quanto dobbiamo.
Tutto l’amore e tutto l’onore vada a Dio, dal quale deriva interamente quanto è degli angeli e quanto è nostro. Da lui viene la capacitĂ  di amare e di onorare, da lui ciò che ci rende degni di amore e di onore.
Amiamo affettuosamente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre. Ora, infatti, siamo figli di Dio. Lo siamo, anche se questo attualmente non lo comprendiamo chiaramente, perché siamo ancora bambini sotto amministratori e tutori e, conseguentemente, non differiamo per nulla dai servi. Del resto, anche se siamo ancora bambini e ci resta un cammino tanto luogo e anche tanto pericoloso, che cosa dobbiamo temere sotto protettori così grandi?
Non possono essere sconfitti né sedotti e tanto meno sedurre, essi che ci custodiscono in tutte le nostre vie. Sono fedeli, sono prudenti, sono potenti. Perché trepidare? Soltanto seguiamoli, stiamo loro vicini e restiamo nella protezione del Dio del cielo.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Es 23, 20-23
Mando un angelo davanti a te.

Dal libro dell”Esodo
Così dice il Signore:
«Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato.
Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari.
Il mio angelo camminerà alla tua testa».

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 90
DarĂ  ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».

Egli ti libererĂ  dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirĂ  con le sue penne,
sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltĂ  ti sarĂ  scudo e corazza.

Non temerai il terrore della notte
né la freccia che vola di giorno,
la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

Non ti potrĂ  colpire la sventura,
nessun colpo cadrĂ  sulla tua tenda.
Egli per te darĂ  ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.

Canto al Vangelo   Sal 102,21
Alleluia, alleluia.

Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
suoi ministri, che eseguite la sua volontĂ .
Alleluia.

  

Vangelo  Mt 18, 1-5.10
I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perchĂ© io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».Â