Testimone

La voce che commuoveva Padre Pio

Quando Beniamino Gigli approdò a Padre Pio era insieme ad alcuni suoi amici.
Dopo il saluto affettuoso si avviarono lungo il viale
dell’orto del convento.
Qualcuno invitò il tenore a cantare una canzone per rallegrare Padre Pio.
Dopo qualche canzone napoletana, Gigli chiese al Padre quale canto preferiva.
Il Padre gli chiese la celebre canzone “Mamma”.
Padre Pio ascoltava attento. Verso la fine il volto del
Padre era bagnato di lacrime.
Il tenore era molto devoto della Madonna e tornò più volte da Padre Pio.
Beniamino Gigli morì il 30 novembre del 1957.
Diceva che egli era nato alla scuola della madre,
donna di grande fede ed era cresciuto alla scuola di un Santo, Padre Pio.
La madre gli diceva: “Ricordati, per cantare bene,
bisogna avere un cuore buono e volere bene a tutti”.
Dopo l’incontro con Padre Pio egli si avvicinò sempre più ad una vita cristiana di umiltà e di generosità.
Beniamino era nato povero e da piccolo aveva anche sofferto la fame.
Ora diceva: “Sono contento di aver sofferto fame,
freddo e miseria. Questo mi ha insegnato ad amare e aiutare i poveri.
Che cosa importa la ricchezza e la gloria? La mia
voce un giorno tacerà; e di me nulla resterebbe all’infuori di qualche disco.
Bisogna che lasci un buon ricordo di me, se voglio
che la mia vita assolva degnamente ai suoi doveri religiosi e morali”.
Beniamino Gigli ha offerto in beneficenza i due terzi
del guadagno dei sessant’anni di canto.
Questo testamento è degno di un cristiano, figlio spirituale di Padre Pio.
Confermano la verità le parole del suo parroco che il
giorno della morte del grande tenore disse: “Ho conosciuto la sua anima.
Era di quelle che meritano di vedere Dio”.

P. G. Alimonti OFM cap, Raggi di sole,Vol. 1, pp 225,226