Messa quotidiana

Santa Messa 25-10-19

Maria Vergine del Rosario, aiutaci ad essere testimoni di fede e di caritĂ 

BEATA MARIA TERESA FERRAGUD ROIG E 4 FIGLIE SUORE

Scandalizzati, ammirati o stupiti al sentir leggere dell’eroica fortezza della madre dei sette biblici fratelli Maccabei, che fu sofferta e convinta supporter dei figli nel loro martirio, coronandolo infine con lo spargimento del proprio sangue, forse non sappiamo quanti e quali emulazioni ebbe questa donna in 2000 anni di cristianesimo. Di una vogliamo parlare questa settimana, anche perché il Papa, un paio d’anni fa, in occasione del 6° incontro mondiale delle Famiglie di Città del Messico, ha voluto indicare la sua famiglia a modello delle altre che, magari faticosamente, cercano di vivere la loro testimonianza cristiana. Maria Teresa Ferragud Roig è nata ad Algemesi (provincia di Valencia) il 14 gennaio 1853 e si è formata nelle fila dell’Azione Cattolica: prima come Aspirante, poi tra le “Donne Cattoliche”: Ha una spiritualità robusta, nutrita dalla messa e dalla comunione quotidiana, ancorata all’adorazione eucaristica e illuminata dalla devozione mariana. Poiché, poi, la fede vive di opere, è prodiga di carità verso i bisognosi all’interno della conferenza di San Vincenzo, di cui per alcuni anni sarà anche presidente. Il giorno in cui decide di sposarsi vuole un marito che la pensi come lei, soprattutto in materia di fede e di carità. Lo trova in Vincenzo Silverio Masiá, fatto della sua stessa pasta, che sposa a 19 anni: i testimoni, concordemente, affermano che uomo più devoto e caritatevole sarebbe stato difficile trovare e se oggi non lo veneriamo tra i beati della Chiesa è solo perché la sua fu la fine dell’uomo ordinario, morto nel proprio letto e non martirizzato, che ritroveremo un giorno tra i santi anonimi che popolano il paradiso, insieme ai santi di casa nostra. Danno vita ad una bella nidiata, ben nove figli, modellati sul loro stile e secondo il loro esempio, ed è significativo che i vicini di casa, notoriamente non teneri nei confronti di chi vive con loro gomito a gomito, definiscono “famiglia tutta santa” quella di Maria Teresa e Vincenzo: perché in essa si prega, si lavora, si vive in serena semplicità e si ha sempre un occhio di riguardo per chi ha bisogno. Non stupisce, dunque, che in una famiglia così fioriscano non una ma ben sei vocazioni religiose: due frati cappuccini (di cui uno muore nel 1927 e l’altro va missionario in America) e quattro suore di vita contemplativa. Per come andranno le cose ci interessiamo di queste ultime, a cominciare dalle tre cappuccine del monastero di Agullent e cioè suor Maria di Gesù (Vincenza) nata nel 1882, suor Maria Veronica (Gioacchina), nata nel 1884 e suor Maria Felicita (Francesca) del 1890, per terminare la serie con suor Giuseppa della Purificazione (Raimonda), del 1887, agostiniana scalza. Nel 1936, nel momento cruciale della guerra civile, si ritrovano tutte nella casa paterna perché i loro conventi han dovuto chiudere i battenti. A mamma, che ormai ha compiuto 83 anni, non sembra vero di riaverle vicine, anche se le sue “bambine” conservano in casa uno stile claustrale, fatto di preghiera, silenzio e raccoglimento. Nel pomeriggio del 19 ottobre, probabilmente per una soffiata del solito giuda di turno, le quattro suore vengono arrestate dai miliziani e da esse non vuole separarsi mamma, che forse potrebbe salvarsi per riguardo all’età. Per sei giorni attendono in cella la sentenza di morte, che arriva il 25 ottobre, a quell’epoca festa di Cristo Re, quando vengono prelevate dal carcere e portate sul luogo dell’esecuzione. Come ultimo desiderio, Maria Teresa chiede di essere giustiziata per ultima: le sta troppo a cuore fare il suo dovere di mamma fino all’ultimo, rincuorare le figlie, essere sicura della loro fedeltà fino alla morte. “Coraggio, figlie, è questione di un attimo, mentre l’eternità durerà per sempre”, la sentono gridare, mentre le incita: “Il vostro Sposo vi attende”.. Le vede cadere una alla volta, con il nome di Cristo Re sulle labbra e il perdono nel cuore, perciò è serena quando giunge il suo turno. Ai suoi assassini, evidentemente anche villani, che le urlano “Vecchia, non hai paura di morire ?”, può tranquillamente rispondere: “Finora ho seguito Cristo e lo farò fino alla fine. Dove sono andate le mie figlie andrò anch’io”, costringendoli così ad ammettere, ad esecuzione avvenuta, “Questa donna era davvero una santa” Il piombo spegne le sue parole, ma non la forza della sua testimonianza, tanto che Giovanni Paolo II, che per lei aveva una grande ammirazione, l’ha beatificata insieme alle sue quattro figlie nel 2001.

Autore: Gianpiero Pettiti

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Rm 7, 18-25a
Chi mi libererĂ  da questo corpo di morte?

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.
Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra.
Me infelice! Chi mi libererĂ  da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di GesĂą Cristo nostro Signore!

Salmo Responsoriale
    Dal Salmo 118 
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.


Insegnami il gusto del bene e la conoscenza,
perché ho fiducia nei tuoi comandi.
Tu sei buono e fai il bene:
insegnami i tuoi decreti.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.

Mai dimenticherò i tuoi precetti,
perché con essi tu mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami,
perché ho ricercato i tuoi precetti.         

Canto al Vangelo   Mt 11, 25
Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno..
Alleluia.

Vangelo Lc 12, 54-59
Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, GesĂą diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».