Poesie

Santa Rosa da Lima

Santa Rosa da Lima
Terziaria domenicana
– Lima (Perù) 20 aprile 1586 + 24 agosto 1617

È la prima santa dell’America Latina.
La domestica india Mariana, quando la vide, la chiamò Rosa
perché molto bella.
Ancora bambina consacrò la sua purezza a Dio e si diede ad
aspre penitenze.
Quando la sua famiglia cadde in miseria, fece di tutto
per essere d’aiuto.
A vent’anni entra nel Terz’Ordine Domenicano.
Prese a modello Santa Caterina da Siena.
Assisteva i poveri nella propria casa. Condivise le loro
sofferenze.
Come Santa Caterina soffrì la Passione del Signore.
Per anni visse in una piccola cella in continua preghiera.
Fu consumata dalle privazioni e dalla malattia.
Sentendo vicina la morte, disse: “Questo è il giorno
delle mie nozze eterne”.
Fu canonizzata da papa Clemente X il 12 aprile 1671.
È Patrona del Perù, dell’America Latina e delle Filippine.

La balia stupita
ti vede sì bella.
Esclama felice:
il nome d’un fiore!

Sei bella … sei Rosa!
Bocciolo di Cielo.
Il Vescovo aggiunge:
“di Santa Maria”.

Tra agi e ricchezze
rifuggi l’orgoglio.
Diventi sostegno
dei cari fratelli.

Sei dolce e sei mite,
o chicco d’oliva.
Purezza d’amore
ti danza nel cuore.

Tu sogni clausura.
Ti informa Gesù:
– Ti voglio mia sposa,
ma resta nel mondo -.

La piccola stanza
diventa il tuo mondo.
Intanto conosci
la “Santa gemella”.

Così Caterina,
la santa di Siena,
tu prendi a modello
d’amore e di vita.

Con l’abito bianco
e il nero mantello
ti dedichi agli orfani
e ai poveri indios.

Sei giunta alla vetta
di tanta bontà.
Sei luce e speranza
del mondo che soffre.

Ti tocca, qual prova,
la notte oscura.
Gesù ti regala
le spine e la croce.

Gesù ti trasporta
con mistici voli.
Pregusti la gloria
del regno dei Cieli.

Dal mondo blasfemo
difendi la fede.
O candido fiore,
difendi Gesù.

P. G. Alimonti OFM cap, Vento Impetuoso, Vol.VI, pp 125-126-127